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Dalla
pianta al frantoio: la raccolta delle olive
Gli ulivi coltivati in Umbria godono, più o meno tutti, di
particolari condizioni climatiche che consentono una maturazione del
frutto, molto lenta, tale da provocare un tasso di acidità
estremamente contenuto. Particolare importanza è attribuita ai
terreni situati in collina per lo più in fasce pedemontane: terreni
ricchi di struttura ed elevata permeabillità che lasciano penetrare
agevolmente le radici dell'ulivo.
A questi dati pedoclimatici si deve aggiungere il contributo
apportato dall'uomo.
In primo luogo la raccolta delle olive: non si attende più che
l'oliva pervenga al termine della maturazione naturale: si è ormai
fatta generale la raccomandazione di raccoglierla quando giunge
all'inizio della maturazione, cioè quando risulta semi- invaiata e
presenta sia il massimo di fruttato che il minimo di acidità (inizio
di novembre). Si è invece conservata la tradizionalissima
'brucatura', ossia la raccolta manuale, anche se sono in essere
sperimentazioni per la raccolta meccanica ma con procedure atte a
evitare danni alle olive.
Non appena raccolte, le olive non rimangono a giacere in attesa che
sia completato il raccolto ma vengono subito inoltrate al frantoio,
potendo così essere lavorate nel massimo della loro freschezza e
integrità.
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